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PRIMA DI LEGGERE QUESTO RACCONTO VI CONSIGLIO DI LEGGERE "LA FAVOLA DELLE STELLE CADENTI" QUI SOTTO... DATO CHE QUESTO E' UNA SPECIE DI "CONTINUAZIONE" !
LA FAVOLA PER LUNA
19.08.08
Mi hanno chiesto di scrivere e ho scritto.
Ho raccontato di angeli e fate, di cieli e di stelle. Ma quel che vi narro ora è la storia di come tutto ciò è stato possibile, di come nacquero poeti, pittori e musicisti.
Tutto iniziò quando il re Blu, cielo incontrastato sul mondo, impazzì di gelosia alla vista della sua Luna perdutamente innamorata di un certo Sole. Accecato di ira il re divise per sempre i due amanti, spargendo per la prima volta sulla terra sentimenti d’odio, terrore e rabbia.
Seppur crudele, il suo gesto venne perdonato, ma fu impossibile riavvicinare Sole e Luna, destinati a inseguirsi per sempre, incrociandosi a volte in un tramonto …
Il re pentito cercò invano di rimediare. Fu così che per la seconda volta nella sua eternità scese sul mondo … Sapeva cosa voleva e sapeva dove cercare. Un po’ imbarazzato strisciò tra i boschi e le montagne, lasciando tracce d’azzurro ovunque si posava. Arrivò fino ad un grande prato accarezzato da un dolce fiume. Lì si posò alla ricerca dell’uomo giusto.
Cercò tra gli umani, cercò infinitamente nello sguardo delle persone quella che gli serviva … Poi eccola, era lei quella giusta: aveva i capelli lunghi lasciati al vento e le mani di chi accarezza la natura con le punta delle dita. Teneva dietro l’orecchio un fiore a forma di stella, come se volesse lanciarlo nel cielo, come se credesse davvero che così facendo si sarebbe avverato un sogno.
Aveva gli occhi profondi di chi ancora si sa emozionare e quando sorrideva spargeva Amore. Ma cosa fondamentale, aveva labbra che non avevano bisogno di parlare per farsi capire.
Blu le chiese il nome … Antares si chiamava.
Il re la condusse verso le montagne, le chiese di salire su, dove avrebbe potuto sentire le parole di Sole. La ragazza era proprio come credeva, dolce e generosa, sensibile quanto serve per tradurre le parole di un astro innamorato.
Antares salì più in alto che poteva, le mancava ancora poco … Ma la montagna non era abbastanza alta. Fu così che la roccia secolare decise per amore di lasciarsi accarezzare. Un’aquila dalle ali d’argento cominciò a beccare i contorni eterni … Schizzi di polvere di fata volarono su tutte le montagne regalando ad esse l’incanto che tutt’oggi possiedono.
Quando l’aquila dopo cento anni terminò il suo lavoro, sulla cresta del monte si vide sporgere una roccia verticale, simile a un dito che indica il cielo.
La prima scultura non fu quindi opera umana, ma di un animale che da quel giorno fece delle montagne la sua casa.
Antares salì sull’enorme dito di roccia. Il re Blu le aveva affidato un compito importante: ascoltare le parole di Sole per portarle poi alla bianca Luna.
Sole fu sorpreso nel vedere la ragazza tanto vicina a lui, ma in lei vi era l’unica speranza di parlare con la sua Luna, così cominciò a dire:
“Vorrei fare di te una favola, per raccontarti con la luce delle stelle, leggerti con il mio cuore e addormentarmi con te vicino. Per viverti come se fossi qui, sognarti come se potessi tornare davvero, riprenderti di nuovo dopo che sei andata via. Vorrei fare di te una favola, per riscrivere quel “C’era una volta”, per portarti fino all’ultima pagina dove troveresti di nuovo la parola “Per sempre”.”
Antares commossa fu incapace di parlare e timorosa di perdere quelle parole nella sua mente, cercò disperatamente un modo per renderle indelebili.
Il re Blu venne in suo aiuto … Le disse di prendere una piuma dell’aquila d’argento e intingerla nella notte del suo cielo.
Allora la ragazza prese tra le mani una delle morbide piume, tese il braccio verso il re e intinse la penna nella notte. Ecco che nero inchiostro cominciò a sgorgare dal cielo …
Antares poggiò la punta della piuma su di una roccia e scrisse le parole di Sole. Fu così che per la prima volta venne scritta una poesia.
Ma quando il re Blu trasportò la ragazza fino al capo opposto del mondo, si accorse che quelle parole scritte così piccole su di una roccia non potevano arrivare fino alla Luna così lontana … Serviva qualcosa che le rendesse più grandi, più forti, un linguaggio che chiunque poteva capire …
Antares cominciò a pensare che cosa era uguale in tutto il mondo: il rumore delle cascate, il canto degli uccelli, il battito del cuore, il cigolio dell’arcobaleno quando si appoggia timoroso sulla terra.
Si … Antares intinse nuovamente la piuma nella notte e scrisse per la prima volta la parola “Musica”. Qualche goccia di stella cadde insieme all’inchiostro scuro … E lo sappiamo, le stelle sono magiche perché nascono dalle fate.
Fu così che da quelle poche gocce che componevano la parola “Musica” ne usci un batuffolo d’uomo … Rufus, sapeva già suonare … E aveva labbra bisognose di cantare per parlare.
Antares lo prese con sé, gli fece leggere le tenere parole e Rufus cominciò a creare con il rumore dell’acqua delle cascate il suono dei tasti di quello che oggi chiameremo “pianoforte”. Così musica e parole diventarono un tutt’uno, insieme più forti, così forti da arrivare ovunque, anche all’altro capo del mondo.
Antares e Rufus affidarono la loro canzone ad un angelo … Volò in alto, sempre più in alto, la musica attraversò anche la pelle delle montagne e sulle rocce nacquero le prime stelle alpine. Tutti udirono, ogni mare cominciò a commuoversi e per ogni onda nacque una nuova conchiglia.
Quando la canzone raggiunse Luna, ella pianse, pianse tanto, un po’ per gioia, un po’ per nostalgia. Ma era felice perché sapeva d’essere amata e ancor più felice era, perché il suo cuore scoppiava d’amore! E le sue lacrime non potevano essere altro che ancora amore!!
Tanto amore che lento colò sulla terra …
Un bambino curioso e pieno di fantasia lo raccolse tutto in un vaso e con quelle lacrime cominciò a dipingere il mondo … Così nacque il primo pittore, che disegnò con una colata d’amore i primi baci e il “primo amore”, si … proprio quello che non si scorda mai.
Grazie a questa favola nacquero poeti, pittori e musicisti ...
Ma non solo …
Il re Blu decise di ricompensare Antares e Rufus nel giusto modo: fece scolpire su di una montagna un’enorme sedia di modo che il musicista potesse salirvi ogni volta lo desiderasse per far sentire a tutto il mondo e a tutti i cieli la sua musica.
E se guardate nel cielo, vi accorgerete che il cuore di una costellazione porta il nome di Antares … Si, perché il re Blu per ringraziare la giovane poetessa, decise di dare il suo nome a una stella … Antares.
Irene P. |